Dieci validi motivi per NON correre la RRTM - RUN ROME THE MARATHON

1. Potresti provare un brivido difficilmente sopportabile nel momento in cui, a pochi istanti dalla partenza, alzando lo sguardo ti ritroveresti il Colosseo da una parte, l’Altare della Patria dall’altra, il Palatino alle spalle. Si narra ci siano runners ancora bloccati in Via dei Fori Imperiali abbagliati dalla troppa bellezza. Lasciate stare, troppo rischioso.

2. Il clima mite che caratterizza Roma a marzo è un qualcosa che non si può descrivere. Probabilmente la condizione migliore per correre una Maratona. O una staffetta, certo. O fare tutto quello che volete. Poi oh, magari piove. Eh lo so. Il guaio è che Roma con la pioggia è quasi ancor più bella e romantica di quando c’è il sole. Non se ne esce. In questa città come fai sbagli. Si si, meglio evitare, troppe condizioni favorevoli.

3. Sono tutti dannatamente felici. A Roma si sa, il “volemose bene” è un credo più che uno stile di vita. Il clima che si respira al villaggio, ad esempio, è davvero troppo positivo. Se sei uno che ama la tristezza potresti rimanerci sotto. Per non parlare del giorno della gara. Non abbiamo mai capito perché siete tutti così felici ed emozionati. Sul serio. Se amate la tristezza, pochi dubbi: meglio desistere.

4. Il cibo. Che guaio. A Roma si mangia troppo bene. Uno vero problema perché non ama concedersi un momento di gioia gastronomica. Che ne so. Una carbonara che fuma, una cacio e pepe che freme. Agnello alla brace. Magari dei carciofi. A fine gara. Ma che sei matto. Lasciate stare. Roma è una città troppo pericolosa in questo senso. E anche economica da questo punto di vista. Meglio starne alla larga.

5. E’ tremendamente facile raggiungerla. In auto, in treno, in aereo, ci sono davvero troppe soluzioni per arrivare a Roma. Gli amanti dei disservizi potrebbero non digerire tale semplicità e subirne in contraccolpo.

6. Troppa arte, troppi monumenti. E basta! Passi la giornata col cellulare a scattare foto. Non è vita questa. Non si riesce a riposare gli occhi. Non sai cosa pubblicare delle storie. Immagina poi durante una maratona. Credete sia semplice correre sul lungotevere, attraversare Piazza di Spagna, sfilare in Via del Corso. Rimanendo così, indifferenti rispetto a tanta bellezza? Ci vuole una forza d’animo non indifferente. Non è da tutti, vi avvisiamo.

7. Approfittare della maratona per un weekendino nella Capitale (del mondo). E’ un’idea troppo allettante e conveniente. Potrebbero trarne giovamento i nostri amici, mariti, fidanzate. Condividere la nostra impresa con loro. Troppo amorevole? Ma no infatti, troppa gioia. Tutti a casa!

8. L’ultima edizione, quella di settembre 2021, è stata a detta dei partecipanti un’edizione pazzesca: l’organizzazione, i ristori, il percorso. Dobbiamo mettervi in guardia: non sarà poi semplice abituarsi all’idea di correre una maratona in un’altra città. Roma ti fa alzare l’asticella. Di parecchio. E’ la prima maratona d’Italia. Per bellezza, prima al mondo per distacco. Runner avvisato.

9. Ad un tratto, al km _ occhio e croce, si costeggia il Vaticano. Adesso, al netto della grandiosità del tutto – non è che capita tutti i giorni di correre, alzare lo sguardo e sciogliersi nell’abbraccio virtuale del colonnato di San Pietro in Vaticano – crediamo sia l’unica maratona al mondo che corre lungo il confine tra due Stati. Così per dire. Questa cosa non l’abbiamo verificata, ma non sapevamo cosa scrivere al punto 9 di questa utilissima lista. Ma in effetti, se ci pensi… pazzesco. Ergo, uno Stato solo ok. Ma due…

10. Se siete arrivati fin qui ci sono due possibilità. Siete già iscritti alla maratona. In tal caso state sorridendo. E noi con voi, ragazzi. 🙂 Seconda possibilità: non siete ancora iscritti alla RRTM 2022. OK, questo è il link per farlo. Ovviamente – vedi sopra – ve lo sconsigliamo con tutto il cuore. Una carbonara gigante potrebbe rincorrervi e sbranarvi, proprio sulla linea del traguardo.

Per chi nonostante tutto è già iscritto o deciderà di farlo, beh, ci vediamo a Roma il 27 marzo. Ma per cortesia: non ditelo a nessuno (brrr…)

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